9 gennaio 2014

Cuba: 10 buoni motivi per viverla da viaggiatrice! Fotoracconto di viaggio (parte 3)

E qui casca l'asino! La nostra macchina, ops la nostra scatoletta di latta, ci abbandona, non parte più, morta e anche noi facciamo parte improvvisamente dello stuolo di gente che trovi ad ogni angolo della strada col cofano e il bagagliaio  aperti (che più che bagagliaio di solito è un deposito di fili, oli, attrezzi, benzina, stracci). Ma hai voglia ad armeggiare la batteria è completamente a terra!
Grazie al cielo a Cuba sembra che chiunque stia seduto da una parte a prendere una birra o semplicemente a non far nulla in attesa che qualcuno gli chieda di spingere una macchina ebbene eccovi accontentati!
A spinta arriviamo in città. Scoprire una Cuba chic a Cienfuegos è stato inaspettato! Piccola sì ma una bomboniera, sarà per questo che la chiamano la Parigi di Cuba?
La decadenza tipica de L'Havana scompare e la città appare pulita ed ordinata ma ugualmente affascinante.
Sul molo incontriamo anche una ragazza vestita come al ballo del liceo intenta in pose da star...scopriamo che è i giorno del suo ingresso in società, da queste parti si fa così a 15 anni i tuoi genitori ti regalano un vestito vaporoso, un servizio fotografico ed una bella festa (no no non gli piace festeggiare ai cubani che dite!).

Secondo me la scritta più fotografata a Cuba, è nella piazza di Cienfuegos!






Nel frattempo aspettiamo il carrattrezzi che dovrebbe prendere la macchina per ripararla ma ovviamente non arriva, così a spinta ripartiamo per l'assistenza clienti e l'ufficio riparazione dove scopriamo non hanno una batteria nuova. Dunque con una nuova spinta ripartiamo per Trinidad dove ci assicurano (dopo un fiume di telefonate) che hanno la nostra batteria! Evviva!
Lungo la strada tra Cienfuegos e Trinidad decidiamo ugualmente di fermarci per un "suco de piña fresco" (con il terrore che la macchina non ripartisse!) perchè incantati dal primo scorcio di mare, dalla sua quiete e dalla calma di un piccolo baretto sulla spiaggia con il tetto di paglia e la scelta si rivela azzeccatissima!
Nel tardo pomeriggio arriviamo a Trinidad  e dopo l'assalto di chi ci vuole mandare in questa o in quella casa particular inventandosi strade chiuse per tubi rotti, allagamenti e drammi vari per farci cambiare ogni volta direzione (preparatevi perchè a Cuba questo è all'ordine del giorno) riusciamo ad arrivare in officina per la macchina, il nostro pensiero numero uno in questo momento. Ovviamente anche qui la batteria in realtà non c'è (avevate dubbi?) ma mentre i titolari dell'agenzia telefonano, scarabocchiano qualcosa e confabulano tra loro una buon'anima si decide ad aprire il cofano e inizia a pulire di qua, staccare di là e...magia! Funziona! Quando i capoccia arrivano per dirci che la batteria si può ordinare noi stiamo già ballando nel cortile urlando "mago! mago!". La macchina non si è mai più bloccata! :)
La giornata prende una buona piega, distrutti ci dirigiamo verso la nostra stanza investiti dal getto bianco e puzzolente dell'antiparassitario che qui spruzzano per le strade mattina e sera per le zanzare. La casa che abbiamo trovato è deliziosa ed i proprietari (Pipo e la moglie) due persone gentilissime. Se doveste averne bisogno ve la consiglio vivamente: "Casa Cervera Josè Antonio Cervera Mora, Pedro Zerquera (Aguacate) 155b entre Camilo Cienfuegos y Lino Pèrez telefono: (53)(41)993963.
Parcheggiamo praticamente nella sala da pranzo dei vicini di casa per 2 Cuc al giorno (non vi meravigliate, per loro anche pochi Cuc sono una fortuna) e ci andiamo a fare una doccia prima di cena. Ho letto di un posto dove pare si mangi la migliore aragosta di Cuba e dovrebbe essere proprio nei paraggi, un Paladar che si chiama Davimart. Pochi minuti a piedi e siamo lì.
Il proprietario è forse la persona più cordiale e simpatica di tutta l'isola, praticamente rimane a chiacchierare con noi per tutta la cena che nemmeno a dirlo è strepitosa, gamberi, aragosta, pargo (il pesce nazionale), zuppa di zucca, stuzzichini vari e un super dolce al cioccolato per meno di 20 Cuc a testa. Lui ci fa conoscere la canchanchara bevanda tipica del luogo.  
Bere una canchanchara a Trinidad è un must però mi raccomando fermatevi ad una perchè la faccenda si fa pesante! Si versano una parte di miele, mezza di limone e si gira bene poi si aggiungono 4 parti di rum "agua ardiente" (che è veramente ardiente) e mezza di acqua, ghiaccio e si serve nei tipici bricchetti in terracotta...il gioco è fatto!
La mattina visitiamo Trinidad. Ogni città ha l suo tratto distintivo e qui la fanno da padrone le lunghe vie acciottolate e i negozietti di tovaglie ricamate a mano.

Un'energumeno!

Il pomeriggio lo passiamo a Playa Ancon in relax ed il mattino seguente siamo pronti per la partenza direzione Sancti Spiritu. Lungo la strada ci fermiamo a Manaca Iznaga per una visita ad un ex zuccherificio con la torre, il grande torchio e l'ultimo mercatino per gli indecisi (presente!).
Non più di una manciata di minuti e si riparte!



8 commenti:

  1. ciao che meraviglia il tuo blog ti ho scoperta per caso e ne sono felice se ti va vienimi a trovare sul mio blog
    spicchidelgusto a presto elisa

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  2. felice di far parte dei tuoi follower (/caspita che belle foto!)

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  3. Ciao Manuela, eccomi finalmente a ricambiare la tua visita.
    Che bei viaggi e che foto stupende, complimenti! =)
    Daniela

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  4. Grazie! Mi fa tanto tanto piacere averti qui! :)

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  5. nooooooooooo :) Cuba è il mio sogno !!!!!!!!!!!!!!

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